Quaresima 2011

Da marzo 7, 2011

 

Sabato 21 Febbraio 1998.

 

  1. Col mercoledì delle ceneri la Chiesa celebra liturgicamente la grande liberazione dal male operata da Gesù Cristo nei 40 giorni passati da Lui nel deserto. Era l’inizio del mistero pubblico che si sarebbe poi concluso con la cruenta morte in Croce e lo spargimento del Sangue divino sul mondo. La Quaresima precede la celebrazione definitiva nella Pasqua di risurrezione e dunque posta nell’ombra della Croce che si estende sul mondo attraverso tutte le generazioni. La Croce è l’ostensorio della divinità nella nostra esistenza ed è impossibile raggiungere la SS. Trinità senza passare all’ombra della Croce. Le Ceneri sparse in quel mercoledì di penitenza ricordano alla nostra intelligenza che per risolvere la strana questione del male, occorre l’umiltà di chi riconosce la Sovranità divina su ogni nostro modo di ragionare perché la conoscenza della Salvezza viene dalla remissione dei peccati operata dalla divinità con lo Spargimento del Sangue divino sulla Croce.
  2. Le Ceneri sono sparse sull’immenso orgoglio che serpeggia nel mondo attraverso il nostro cuore reso schiavo da mille incantesimi che offuscano il nostro giudizio sulla realtà del mondo divino che finisce per sembrarci irreale mentre non ci accorgiamo che l’irreale lo produciamo noi con la magia dei nostri pensieri. E’ una lebbra spirituale un fumo sottile ed una luce sporca e radioattiva che ci avviluppa tutti quanti ed è su questa realtà che ci incolla alla pelle che la Chiesa getta la Cenere benedetta per accecare i falsi occhi dell’orgoglio sotto tutte le sue più raffinate mistificazioni. La Chiesa lo può fare perché essa è dalla parte oggettiva di Dio per una speciale grazia dello Spirito Santo che la mantiene sull’orbita divina da quando è nata, proprio sulla Croce del Calvario dal cuore perforato di Gesù. La forza della Chiesa viene dalla saggezza divina che mette in evidenza il peccato, e cioè la disubbidienza del Mondo nei riguardi dell’Onnipotenza Trinitaria.
  3. E’ evidente che  al mondo non piace, oggi in un modo particolare riconoscere l’oggettività della presenza divina. La nostra esperienza di vita è soggettiva perché sono io che provo gioia o dolore. Eppure quando voglio parlare di questa mia esperienza, mi servo di parole oggettive che tutti possono capire e che sono scelte da me per tradurre la mia intima soggettività. Bene allora come è oggettivo il mio linguaggio così lo è, ed ancora molto di più la Parola divina che è la divinità stessa. Cosa ci dice Dio nella sua Misericordia? Ci vuole continuamente ricordare in tanti modi che le nostre cose vanno bene perché abbiamo sbagliato e stiamo sbagliando nella valutazione che facciamo di noi stessi, della nostra vita e della natura delle cose che ci circondano. Dio ci ricorda che il centro dell’universo non è il sole ma Lui stesso attraverso il mondo spirituale che sovrasta la luce solare. Il cuore della nostra esistenza non è la radioattività del mondo corporale, la l’energia spirituale che non viene dalla materia, ma dalla nostra anima immortale fatta all’immagine del Creatore per contenere in definitiva lo Spirito Santo di Dio che vale molto di più che la nostra intelligenza. L’uomo è un calice spirituale che può contenere, senza esaurirla tutta quanta la SS. Trinità.
  4. Il rito del battesimo trinitario si è sostituito ad ogni rito umano iniziazione a qualsiasi genere di vita spirituale. Ha questa pretesa perché il battesimo è un’azione di Gesù Cristo, è dunque un’azione divina che produce in noi un effetto divino, del quale il primo è la fede che ci illumina sulla nostra propria situazione. La magia la superstizione offuscano l’intelligenza alla scuola di Eva che invece di dare la vita ha dato la morte. Il battesimo libera l’intelligenza alla scuola di Maria che apre al Mondo divino.

Ecco dunque davanti a noi questo tempo privilegiato della Quaresima nel quale cercheremo di metterci davanti alla Croce di Dio che richiama dalla morte per ricollocarci nell’orbita divina. Per poter essere liberati dagli effetti dei nostri sbagli di fronte a Dio bisogna prima riconoscere in che cosa stiamo sbagliando e questo la chiesa la chiama penitenza. La Madonna non ha mai sbagliato perché era umile e la sua umiltà la colloca al di sotto del nostro orgoglio, ecco perché può essere la Madre di tutti e può avvicinarci tutti quanti con materna premura per farci vedere la strada giusta che conduce alla nostra liberazione. La Porta d’uscita del nostro carcere spirituale povero e sporco spiritualmente è il Redentore che con la sua Croce attira il male che è in noi per distruggerlo nella sua morte che a noi comunica la via divina. La quaresima è dunque tempo di speranza e di attesa fiduciosa sull’effetto in noi della Parola divina che ci libera dagli inganni filosofici degli uomini.

Pensiero di un Teologo Domenicano

 

Questo é stato pubblicato il lunedì, marzo 7th, 2011 alle 11:34 ed é stato archiviato nel Cronaca. Both comments and pings are currently closed.

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