QUARESIMA 1940

Da marzo 16, 2009

Dal Diario di Suor Petra Giordano

Morire piuttosto e soffrire qualunque cosa prima di mancare, anche lievemente, alla carità e rompere, così l’unione dei cuori.

Per quanto mi è possibile nulla domandare e ricevere il necessario con umile riconoscenza: ricordarmi che sono povera di condizione e di professione.

Stare sempre al mio posto, che è l’ultimo. Nascondermi, passare inosservata, amare la mia propria abiezione, agire sempre con semplicità. Visiterò spesso Gesù nel cuore delle mie sorelle.

Mettere tutto l’impegno possibile nei doveri del Coro.
Non fare conoscere i miei gusti nel cibo. Mangiare solo per dovere e per obbedienza; essere attenta alla lettura

Fare sempre quanto si conviene alla santità del mio stato; non concedere nulla ai miei occhi.

Non giudicare mai nessuno tanto meno i miei superiori. Scusare tutti per quanto mi è possibile.

Non penserò a cose inutili. Mi mortificherò nel tempo della ricreazione e quando avrò la licenza di parlare, evitando di parlare di cose che mi riguardano per il piacere di dirle, di ridere smodatamente, di offendere anche lievemente presenti e assenti

Solo ricorrendo a Dio, e unendomi a Lui più strettamente, potrò riportare vittoria. Le creature, anche le più sante, poco mi gioveranno.

Ogni  parola dei miei superiori sarà per me l’oracolo di Dio. Sarò una piccola ostia per le mie consorelle.

Questo é stato pubblicato il lunedì, marzo 16th, 2009 alle 17:21 ed é stato archiviato nel Suor Petra. Both comments and pings are currently closed.

i commenti sono chiusi.